Venerdì 23 sarà un giorno importante per la spiritualità. Il papa ha annunciato di aprire un canale su YouTube da cui pontificare. Dopo Maria Grazia Gelmini e Tiziano Ferro, anche Joseph Ratzinger sceglie il portalone video googleiano per distribuire i propri contenuti audio video. “Nel particolare momento di attenta considerazione delle componenti di costo del servizio” – ha affermato S. E. il Cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano – “la predicazione online contempera un corretto mix fusione tra diffusione e costo”. A chi chiedeva se questo potesse essere un primo passo per il ridimensionamento della rete delle filiali periferiche il Cardinal Bertone ha risposto con una lunga parabola, che per amor di brevità non riportiamo, dalla quale si lasciava intendere, per quanto ambiguamente, che se la coperta è stretta o ci si rannicchia o i piedi usciranno fuori. Di fronte alle obiezioni che sarebbe stato meglio utilizzare Facebook, il Cardinal Bertone ha affermato: “Non chiedere quando ti verrà dato mezzo pollo per sfamarti. Pensa che l’altra metà è in mano nostra e questo deve bastarti”. Alla richiesta di spiegazioni ha ricordato il dogma dell’infallibilità del papa e della discendenza delle guardie svizzere dal Guglielmo Tell.
Il progetto online nasce da un accordo tra il Centro Televisivo Vaticano, Radio Vaticana e Google. La presentazione ufficiale avverrà venerdì 23 gennaio, quando saranno svelati anche ulteriori dettagli. Google metterà a disposizione gratuitamente lo spazio online e una mezza dozzina di tecnici audio video, in cambio otterrà una corsia di particolare favore per la beatificazione di Brin e Page, nonché qualche suggerimento di prima mano dall’Altissimo in (interposta) persona per migliorare il PageRank.
Per celebrare l’evento anche al quartier generale del gigante informatico, Sergey Brin ha tenuto un lungo discorso pieno di spiritualità, terminato in un buffet finale a base di tartine al salmone. Lo hanno subito ribattezzato il Discorso della Mountain (View). Un certo malumore è serpeggiato negli astanti quando qualcuno, fumando troppo, ha fatto scattare l’impianto antincendio. Sono finiti tutti a bagno, sebbene questo non abbia fatto scomporre il Messo della Santa Sede che, prendendolo come segno divino, ha tentato di battezzare tutti i presenti. Sono volate parole grosse mentre qualcuno tentava di far ritrovare la calma continuando a ripetere “I’m feeling Lucky, I’m feeling Lucky”, e qualcun altro incrociando due telefonini con Android girava come un ossesso gridando “Vade Retro FaceBook!”.
Ritornata la calma si è proceduto a rassettare l’open space e a cancellare i resti del putiferio dallo Street View. I Google Labs hanno studiato un apposito software per tenere sotto controllo le spinte religiose di Brin, modellato sui recenti comportamenti del Santo Pontefice. Il software, ancora in versione Beta, ha mostrato l’increscioso side-effect di fargli crescere certi sinistri baffetti da sparviero, uno strano ciuffo a banana spiaccicata, occhietti tristi, e una grande svastica sul culo.
La Santa Sede non ha commentato, ma ha prontamente spostato diciotto battaglioni corazzati di seminaristi verso la Kamchatka.
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