la Repubblica: Affari e Finanza strizza l’occhio alla Cisco

Turani su Affari&Finanza del 23 Luglio dice che i guru della Rete si stanno agitando, e molto. Maurizio Decina, esperto di “itc” sembra che intraveda un altro “grosso scossone” nel mondo dell’IP, e fin qui niente da dire.

Poi la rivelazione, i guru a cui guardare sarebbero John Chambers e Tim Berners Lee, esattamente in quest’ordine. Immagino lo stupore dei più, ammesso che non sappiate chi sia - e non ci sarebbe nulla di male - adesso riconoscerlo vi sarà facile, visto che Affari&Finanza l’ha messo addirittura in copertina. John Chambers, chi era costui?

Marketting 0.1
L’articolo è erroneamente intitolato “Il ritorno della ‘New Economy“, come altrettanto erroneo risulta il sottotitolo, che recita:

Siamo forse alla vigilia di una rivoluzione indotta da quella cosa che va sotto il nome di Internet 2.0, che promette di trasformare ulteriormente il modo in cui le persone, le imprese, le istituzioni organizzano il loro lavoro

Si, forse manca un punto interrogativo, ma non è questa la questione. Turani con la complicità del sempreverde Decina, che a braccia conserte ci regala perle di saggezza come quella in cui rispondendo alla domanda di Turani “Ma il Web 2.0 quando nasce e che cosa c´era prima?” dice:

Prima, ovviamente, c´era il Web 1.0, anche se nessuno lo ha mai saputo. Tutti abbiamo sempre pensato che il Web fosse il Web e basta, il sistema insomma per girare in Rete, su Internet.

Ma non è questo il punto, anzi, un pò di nazional-popolare fa bene, il problema nasce quando come i cavoli a merenda l’esimio professore se ne esce con:

E adesso è entrato in scena anche John Chambers, il quale in un´intervista al Financial Times ha detto che il Web 2.0 consentirà al mondo una lunga stagione (dieci o quindici anni) di aumenti di produttività eccezionale, una vera e propria rivoluzione del business, dopo quella vissuta in America a metà degli anni Novanta.

E che c’entra, direte voi? Nulla, è funzionale ad una patetica marchetta, snocciolata ad arte da zio Maurizio con grande maestria e poca intelligenza:

Chambers non è un chiacchierone, un teorico, ma un uomo molto concreto. Lui è il capo di Cisco, la società che ha materialmente costruito almeno l´80 per cento dei router che oggi fanno funzionare Internet. Cisco, in un certo senso, è Internet. Cisco è la società che ha permesso la grande crescita della Rete.

E da qui andare, le genialiate (profezie secondo Decina) che John ci avrebbe regalato pare siano quattro, uno in più dei noti segreti di Fatima, e sono uno meglio dell’altro!

La prima era che Internet (e tutta l´industria informatica che si trascinava dietro) avrebbe prodotto aumenti elevati di produttività. E la cosa è successa veramente.

E la seconda?

Che tutto, alla fine, avrebbe trovato la sua integrazione nel protocollo di comunicazione Ip (Internet protocol, quello che oggi si usa in Rete). L´Ip, come è noto, è un protocollo di comunicazione «stupido», molto semplice, rispetto a tutti gli altri disponibili. Ma alla fine ancora una volta ha avuto ragione Chambers. Oggi il protocollo Ip domina su tutto il resto.

Ed ecco la terza:

Ha detto che tutte le filiere industriali (Pc, tv, voce, ecc.) avrebbero trovato la loro unità in Internet. Quella che oggi chiamiamo la convergenza. E ha visto giusto.

Ed infine, la quarta..

Che tutti i dispositivi, alla fine, sarebbero stati collegati in Rete, e anche in questo caso ha avuto ragione. E bisogna appunto notare che Chambers non è un opinionista, un teorico. Su queste sue previsioni ha costruito Cisco, l´ha fatta crescere di 30 volte in dieci anni. In questo caso siamo davvero davanti a uno dei grandi protagonisti della Rete, probabilmente il maggiore.

Pag 1, Pag 2 e Pag 3, con tanto di foto di John in prima pagina e seconda pagina, più immagini di reportorio Cisco in alto nella testata.

Che tristezza prof. Decina, che vergogna Turani..

[tags]La Repubblica, Turani, JohnChambers, Cisco, web 2.0[/tags]

Lascia una Risposta